La SocietÓ Storica Vigevanese | Biografie | LEONARDO da VINCI

 
  LEONARDO da VINCI  
 

LEONARDO da VINCI
Nacque a Anchiano frazione di Vinci (Firenze) nel 1452, figlio naturale del notaio fiorentino Piero da Vinci e di una giovane di nome Caterina. Grazie al suo precoce talento già nel 1469 era apprendista nella bottega di Andrea Verrocchio, dove rimase sino al 1476 e dove apprese diverse arti, tra cui la pittura (era entrato nella corporazione dei pittori nel 1472). Le prime opere di lui conosciute risalgono a questo periodo: l’Angelo nel Battesimo di Cristo del Verrocchio (Firenze, Galleria degli Uffizi, 1475), l’Annunciazione (c.1473, Firenze, Galleria degli Uffizi), il ritratto di Ginevra Benci (c.1474, Washington, National Gallery) e la Madonna col garofano (c.1475, Monaco, Alte Pinakothek). Nel 1478 ricevette la commissione per dipingere una pala per la Cappella di S. Bernardo in Palazzo Vecchio, tre anni più tardi iniziò a dipingere l’Adorazione dei Magi per il Convento di S. Donato a Scopeto, lavoro che interruppe nel 1482 per rispondere alla chiamata del Duca di Milano, Ludovico, presso il quale rimase per circa diciotto anni, le opere importanti qui realizzate sono: La pala della Vergine delle rocce, in due versioni pressoché identiche (una è al Louvre, la seconda, più tarda, alla National Gallery di Londra), la Dama con l’ermellino (probabile ritratto di Cecilia Gallerani, favorita di Ludovico il Moro (c.1485/90, Cracovia, Galleria Czartoryski). In questo periodo sebbene attivo come artista di corte, dipinse ritratti, programmò feste e progettò un colossale monumento equestre per il padre del Moro, si interessò anche di materie extra artistiche, applicando le sue sempre più vaste cognizioni di meccanica ad opere di ingegneria civile e militare dedicandosi inoltre allo studio scientifico in campi come l’anatomia, biologia, matematica e fisica. Soggiornò sicuramente a Vigevano, anche se mancano sicuri indizi su sue eventuali dirette realizzazioni nella nostra città, certo è che nei suoi codici, alcuni disegni di decorazioni del tutto simili a quelle presenti nella nostra piazza, le tre campate, del tutto simili alle scuderie del nostro Castello  e le cascate a gradini dei corsi d’acqua per evitare l’erosione dell’acqua sul livello più basso, sono esattamente uguali alla “cascata” del Mulino della Scala (Sforzesca) per dirigere l’acqua alle pale del molino. Pur se impegnato in tutte queste attività, realizzò, nel refettorio del Convento di S. Maria delle Grazie, uno dei suoi capolavori: il Cenacolo.  Con la sconfitta, per opera dei francesi, del suo protettore Ludovico il Moro, lasciò Milano per cercare impiego prima a Mantova, poi a Venezia. Nell’aprile del 1500 ritorna a Firenze, ma frequentemente si sposta nell’Italia centrale operando come cartografo, geografo ed ingegnere militare al servizio di Cesare Borgia. Rientrato nella città toscana nel 1503 intraprende lavori artistici di grande importanza fra i quali la Battaglia di Anghiari (affresco nella sala del Gran Consiglio in Palazzo Vecchio, purtroppo andato perduto), il ritratto della Gioconda e quello di Leda e il cigno (oggi perduto). Contemporaneamente, crescendo il suo interesse per le materie scientifiche, si occupò di anatomia con studi sui cadaveri e compì uno studio sistematico sul volo degli uccelli. Nel 1506 torna a Milano chiamatovi dal nuovo Governo francese, e vi rimane, salvo una breve sosta a Firenze, per ben sette anni in cui lavora a un monumento equestre per Gian Giacomo Trivulzio che, però non sarà mai portato a termine come già quello per lo Sforza. La ricerca prende in lui il sopravvento e si dedica al disegno scientifico cercando di divulgare la sua conoscenza sulla struttura delle cose. Nel 1513 si reca a Roma con il fratello di papa Leone X, Giuliano de’ Medici e nella città eterna soggiorna tre anni sempre dedicandosi alla ricerca teorica. La gran parte degli appunti tecnici e degli schizzi di Leonardo, formano il Codex Atlanticus, conservato nella Biblioteca Ambrosiana di Milano. Questi scritti spaziano in tutti i campi dello scibile umano dalla molatura delle lenti alla costruzione dei canali e fortificazioni, alla stratificazione delle rocce, al flusso delle acque, alla crescita delle piante e l’azione della luce oltre a possibili realizzazioni future come le macchine volanti. Dai suoi numerosi manoscritti furono poi ricavati due trattati: Del moto e misura delle acque (1651) e De pittura (1626). Nel 1516/17 lascia definitivamente Roma e l’Italia per divenire consulente ed architetto del re Francesco I di Francia, suo grande ammiratore. Morì a 67 anni, il 2 maggio 1519, a Cloux, nei pressi di Amboise.

 



[ Indietro ]