La SocietÓ Storica Vigevanese | Biografie | GUIDO DA VIGEVANO

 
  GUIDO DA VIGEVANO  
 

GUIDO DA VIGEVANO
Nostro illustre concittadino nato intorno al 1275, dalla famiglia feudale dei “da Vigevano” ramo dei “da Besate” che, a detta di qualche ricercatore, discendono da Ingone signore di Gravellona e di Belcreda. Quest’appartenenza costò alla famiglia stessa l’esilio da Vigevano e la confisca dei beni quando in città prevalse la fazione guelfa anti imperiale. Nessuna biografia esiste su di lui ed anche la mancanza di registrazioni anagrafiche nelle Parrocchie non ne ha favorito ricerche e studi. Sembra aver compiuto gli studi medici a Bologna (o Pavia) dove fu allievo di Mondino de’ Luzzi e al suo rientro a Vigevano, durante la signoria dei Della Torre, salì in gran fama essendo divenuto capo dei Ghibellini vigevanesi.  Nel 1310 quando i milanesi, stanchi del potere dei Della Torre, avevano chiamato in Italia l’Imperatore Arrigo VII, lo stesso ricevette in Asti la commissione di Milano capeggiata da Matteo Visconti che lo invitava a prendere possesso del capoluogo lombardo. Anche la città di Vigevano aveva, nella stessa occasione, inviato una deputazione con a capo un giovane medico, Guido, dotato di sicura eloquenza, che, presentatosi al sovrano, si prestò a condurre le truppe regie a prendere possesso del Castello e del borgo di Vigevano prima che si recassero alla conquista di Milano. Fu tanto convincente che Arrigo VII comandò al suo condottiero Ugo Delfino, alla testa di un forte corpo di soldati, di prendere possesso di Vigevano, accompagnato dal giovane medico, ciò fu anche evento favorevole a Guido che, entrando in città con gli imperiali, poteva rientrare in possesso dei beni personali che gli erano stati confiscati dal partito guelfo.  Entrato nelle grazie dell’Imperatore, perorò la causa dei suoi concittadini per il rispetto di antichi privilegi e la concessione di nuovi diritti e infine divenne medico personale dell’imperatore. Intorno al 1320 fu in Savoia e nel 1328 a Parigi, dove fu medico della regina di Francia Giovanna di Borgogna e di Filippo VI di Valois.  Il Prof. Barni afferma che se possediamo qualche cenno della sua opera di scienziato, lo dobbiamo a una ditta inglese di prodotti farmaceutici che nei listini dei suoi prodotti e specialità, non trascura di fare brevi cenni di “Medicina nella storia…e storia della Medicina”. Su una di queste circolari parla di Guido da Vigevano, anatomista del 300; originario della bella città lombarda con la sua piazza conosciuta in tutto il mondo, quest’anatomista medioevale merita il ricordo come primo anatomista italiano che, indipendentemente dagli arabi, prese a sezionare i corpi. Nel 1345, infatti, Guido eseguì alcuni dei più bei disegni di anatomia, dell’età medioevale, ma già nel 1330, durante l’incarico alla corte di Filippo Vi, realizzò i suoi saggi di anatomia che furono ristampati nei primi decenni del Novecento a cura di Wickerheimer di Parigi. Guido compose anche parecchie opere tra cui Texaurus regis Franciae acquisitionis terre sancte de ultramare, nec non sanitas corporis eius et vita ipsius prolungationis ac etiam cum custodia propter venenum noto col solo nome di Texaurus, conservato a Parigi, che consta di due fondamentali sezioni: la prima è  il Liber de regimine sanitali (libro sul regime della salute), ricco e complesso trattato di medicina, la seconda il Texaurus in tredici capitoli, in cui spiega come costruire macchine da guerra in strutture smontabili e quindi facilmente trasportabili oltremare. L’opera comprende anche venti illustrazioni trecentesche, delle quali tre a colori, che consentono un’agevole visualizzazione delle operazioni e degli schemi bellici.  Nell’Enciclopedia Italiana di G. Treccani è citato per i suoi incarichi presso le corti regali di Francia e per la sua Anathomia, oltre al resto degli scritti medici, corredati da disegni anatomici di corpi umani quanto mai schematici e primitivi. Per lo stesso sovrano Filippo VI, Guido mise in evidenza anche la sua spiccata attitudine per l’ingegneria militare scrivendo un trattato sul modo di conquistare e difendere i castelli della Terrasanta in occasione dei preparativi che lo stesso sovrano aveva avviato per una spedizione in quella terra. Morì tra il 1350 e il 1360, la data non è certa, a Parigi.

 



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