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  ERBA Carlo 
 

Il giovane Carlo Erba

Nasce a Vigevano il 17 novembre 1811 da Antonio Francesco di professione speziale e da Caterina Braschi.
Terminati gli studi umanistici nella città natale, nel 1828, a 17 anni, si trasferisce a Milano presso un amico paterno, il farmacista Porali, per compiere l'apprendistato.

Dopo cinque anni di tirocinio e superati gli esami previsti dalla normativa in vigore a quell'epoca, nell'ottobre del 1833 inoltra la domanda di iscrizione all'Ufficio di Decanato della Facoltà Medico - Chirurgica - Farmaceutica dell'Università di Pavia2. Viste le ottime referenze ed i risultati ottenuti durante il tirocinio presso la farmacia Porali, la richiesta viene immediatamente accettata.

L'Università di Pavia era l'ideale per chi volesse seriamente effettuare degli esperimenti di chimica, l'Ateneo era dotato di due laboratori dedicati alla chimica-farmaceutica, ed altresì vantava nel campo chimico una grande tradizione.
In quel periodo nelle Università vi erano fermenti di patriottismo, le teorie mazziniane della "Giovine Italia" circolavano tra gli studenti e quella di Pavia non era da meno delle altre, molti studenti delle facoltà pavesi vennero imprigionati e alcuni di loro anche incarcerati allo Spielberg 4.
Il giovane Erba probabilmente non venne toccato da questi sentimenti o se lo venne non entrò a far parte del movimento mazziniano: studiò con rigore e dopo aver sostenuto le prove pratiche e una serie di esami molto rigorosi il 13 settembre 1834 ricevette il diploma di laurea in Farmacia che lo avvierà alla libera professione.
Durante gli studi effettua il prescritto praticantato a Vigevano presso la farmacia Grammatico. Qui Carlo Erba ebbe modo in quel periodo di studiare il procedimento messo a punto da Friederich Seturner sugli alcaloidi dell'oppio, esperienza che gli verrà utile più tardi quando inizierà la loro produzione. Studia i procedimenti messi a punto da Sigismondo Malgraff per la produzione dello zucchero cristallizzabile dalla barbabietola. Approfondisce il metodo di Karl Wilhelm Scheele per ottenere l'acido citrico cristallizzando il succo di limone e sempre dello stesso anche gli studi sugli acidi malico e gallico, oltre ai metodi di Martin Heinrich Kloproth sul titanio e sul cerio.Prima di affrontare l'avventura milanese rimane ancora per un paio d'anni a Pavia presso la farmacia degli eredi di Pietro Bonfico5 dove svilupperà la sua esperienza ed avrà, grazie al salario di 120 lire mensili, la possibilità di mettere da parte una buona somma da poter investire.
Dopo queste esperienze il neo-farmacista era pronto per la grande impresa per la quale viene ricordato ancora oggi all'inizio del terzo millennio quale artefice del progresso nel campo chimico-farmaceutico.
Certo che chi oggi osservasse il ritratto di Carlo Erba dipinto attribuito ad Hayez, non riconoscendone l'identità, non riuscirebbe ad intravedere in quel giovane vestito alla moda il fondatore di una industria, penserebbe di avere davanti a sé piuttosto il ritratto di un giovane nobile o di un letterato.L’avventura milaneseCarlo Erba arriva a Milano nel 1837. È per la storia un periodo burrascoso, il governo imperiale reprime i primi focolai liberali e riduce drasticamente l'autonomia agli organismi locali. Ma contemporaneamente sviluppa l'istruzione e la formazione di nuove manifatture.
Culturalmente è un periodo ricco di fermenti: la pittura e la letteratura risorgono in quegli anni con il Romanticismo lombardo, movimento cui seguirà quello della Scapigliatura dopo la seconda metà del secolo.
Lasciando la tranquillità della cittadina pavese il giovane Carlo Erba, con i risparmi accumulati dal lavoro svolto nella Farmacia di Pavia, prende in gestione l'Antica Farmacia di Brera situata in via dei Fiori Oscuri al n° 13, una vecchia e apprezzatissima officina farmaceutica gestita dai Gesuiti, che però a quell'epoca era molto scaduta.
Da notare che non esisteva in quel periodo in tutto il Regno Lombardo-Veneto un laboratorio per la produzione di preparati farmaceutici; i prodotti definiti tali dovevano essere importati dai paesi europei, in particolare dalla Germania e dalla Francia, mentre le specialità farmaceutiche erano limitate ai soli preparati galenici.

Le proposte favorevoli del Governo Austriaco circa lo sviluppo di nuove imprese rendevano tale periodo il migliore per avviare una attività propria.
Grande era la paura del giovane Carlo Erba per aver intrapreso una avventura rischiosa e di difficile risoluzione, ma pure grande era la fiducia che egli riponeva in se stesso, l'unica arma che possedesse ma che l'aiutava a superare ogni ostacolo.

Riesce così a potenziare il piccolo laboratorio annesso alla farmacia ed inizia le sue ricerche tenendo conto delle esperienze avute negli anni di praticantato e accumulandone sempre di nuove.

In quegli anni era molto richiesto dal mercato un lassativo di produzione estera conosciuto col nome di "Magnesia Henry" che altro non era se non magnesia calcinata pesante (ossido di magnesio). Dopo averne messo a punto il processo di preparazione, ne inizia la produzione nel suo laboratorio: il prodotto viene messo in vendita con il nome di Magnesia uso Henry. Fu il suo primo successo commerciale.
Si dedica alla preparazione dei sali di mercurio e di ferro, poi a quella dei sali di bismuto, della chinina, dell'acido valerianico e dei suoi derivati, saggiando sempre nuove formule e nuovi modi di somministrare il farmaco. Un esempio importante è quello da lui sperimentato delle capsule gelatinose. Grazie al suo operato la Farmacia di Brera torna nuovamente all'antico splendore.
Attorno al 1847 molti eminenti medici conducono i primi esperimenti terapeutici a base di hashish; per citarne alcuni: Andrea Verga, Giovanni Polli, Cesare Lombroso, e con loro Carlo Erba.
Intanto stava maturando un nuovo successo per Carlo Erba, l'estratto di tamarindo. Durante una serie di studi sugli estratti medicinali, ebbe l'idea di ottenere l'estratto finale di tamarindo non più con una lunga ebollizione ed il conseguente rischio di deterioramento del gusto, ma con un nuovo metodo basato sulla concentrazione per mezzo del vuoto ad una bassa temperatura. Il prodotto ottenuto con il nuovo procedimento ebbe un grande successo sia in Italia che all'estero.Il nome Carlo Erba era ormai famoso anche oltre i confini della patria.
Con il passare degli anni il piccolo laboratorio di Brera era ormai insufficiente e vecchio per le richieste che vi pervenivano dai farmacisti di tutta Italia. Era necessario dotare il laboratorio di una caldaia a vapore e di altre strumentazioni di moderna fattura per stare al passo coi tempi.
Carlo Erba era ben conscio dell'enorme sforzo finanziario imposto all'azienda ma altresì necessario per reggere le sfide del mercato. La gran voglia di progresso che era in lui gli dava fiducia nell'affrontare ogni difficoltà.

DAL SITO:

http://www.carloerbareagenti.com/repository/DIR001/it_4.htm

http://www.carloerbareagenti.com/repository/DIR001/it_3.htm

 



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