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  NEGRONE  Giovanni Battista  
 

Giovanni Battista Negrone

imprenditore serico

Vigevano 26 gennaio 1813 – Vigevano 1902

 

  Nato a Vigevano il 26 gennaio 1813 da Giuseppa Sassi ed Angelo Maria, fu proprio dalla figura paterna che Giovanni Battista Negrone ereditò i suoi interessi per l’industria serica. Già all’età di quindici anni, infatti, aveva incominciato a rappresentare il padre nelle sue attività commerciali e lavorative e appena terminati gli studi classici incominciò ad operare nell’industria della seta, impiantando in città filande ed incannatoi.Nel 1852, delle 12 filande cittadine, solo tre venivano mosse dalla forza vapore. Tra queste la Negrone era la filanda maggiore per numero di persone (230) e bacinelle (110) impiegate, di bozzoli lavorati (43.000 kg) e di seta greggia prodotta all’anno (3.440 kg).Per la fase della torcitura, tra i torcitoi attivi a Vigevano nel 1852, quello che otteneva la maggiore produzione era sempre di proprietà di Giovanni Battista Negrone. In questo opificio, dove si svolgeva anche l’operazione della trattura, trovavano infatti occupazione 60 operai addetti a 1.800 fusi, con i quali si lavoravano 2.700 kg di seta greggia. Il Negrone continuò poi ancora a rivestire un importante ruolo nella lavorazione della seta a livello locale. Nel 1861, la fase della torcitura, pesantemente danneggiata assieme alla trattura dalla crisi bachicola di metà Ottocento, era svolta quasi esclusivamente nei due torcitoi più importanti della città, quelli del Negrone e di Vincenzo Rigone, che davano lavoro, rispettivamente a 104 e 80 operai . Nel 1870, poi, durante il processo di passaggio dalle semplici manifatture agli opifici di dimensioni industriali, il Negrone si trovava ancora a gestire, insieme all’Oldani, una delle maggiori filande cittadine.Accanto al suo impegno per lo sviluppo di questa industria, innumerevoli furono gli incarichi da lui ricoperti, e le onorificenze ricevute sia in campo sociale, che politico e amministrativo. Poco più che ventenne venne eletto consigliere comunale, poi consigliere provinciale (in rappresentanza del mandamento di Vigevano) ed amministratore dell’Ospedale e luoghi pii annessi.All’età di 33 anni, nel 1846, il Congresso di Lomellina dell’Associazione Agraria di Torino gli assegnava una medaglia d’oro; l’anno dopo entrò a far parte del locale Consorzio Agrario, nonché delle successive associazioni industriali.Nel 1848 venne nominato direttore di un Ospedale Militare sorto a Vigevano e destinato alla cura dei feriti di guerra, qualunque fosse la loro nazionalità.Nello stesso anno, Vittorio Emanuele II fece coniare una medaglia d’oro con la sua effigie, recante la scritta: “al consigliere municipale G. B. Negrone in attestato del sovrano gradimento per le indefesse, filantropiche cure prestate ai militari del R. Esercito, che reduci dalla campagna di Lombardia infermi ricoveravano in Vigevano nel 1848”.A questa onorificenza, undici anni più tardi, se ne aggiunse un’altra, anch’essa di notevole importanza: si trattava di una medaglia d’argento conferitagli dall’imperatore Napoleone III, nel 1859, per le cure prestate ai feriti francesi “pour les soins donnés aux blessés français”. Legato da comuni interessi politici a illustri patrioti, quali ad esempio Iosti, Robecchi e Plezza, Giovanni Battista Negrone si impegnò anche attivamente per preparare la guerra del 1859.Dal discorso pronunciato dal Procuratore Costantino Biffignandi in occasione dei funerali del Negrone, si evidenziava come, sotto l’occupazione austriaca, egli si recava quotidianamente a Comitato di Vigilanza di Mortara, per la requisizione delle truppe e la tutela dei compatrioti. Un giorno le autorità militari austriache stavano per fucilare un cittadino di Mortara a seguito di un giudizio sommario. Giovanni Battista Negrone, grazie all’onorificenza ottenuta dall’imperatore d’Austria, riuscì ad ottenere dal Comandante Gyulai la grazia per il concittadino condannato a morte. Nel 1866, poi, Vittorio Emanuele II, lo fregiava della medaglia dei benemeriti della salute pubblica. Fu insignito, inoltre, della croce dell’Ordine del Merito Civile dall’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe per le cure prestate ai feriti, e nominato cavaliere Mauriziano, cavaliere e commendatore della Corona d’Italia. Giovanni Battista Negrone fu anche giudice della Camera primaria di commercio, amministratore delegato e presidente degli Istituti Pii (con nomina ricevuta da Carlo Alberto), presidente della Fondazione Vandone ed amministratore dell’Istituto d’Arti e Mestieri Roncalli . La più importante iniziativa, in campo civico, a cui il Negrone pose mano fu la costituzione di un Istituto Autonomo di Istruzione e di Beneficenza, conosciuto più semplicemente come l’Istituto Negrone. Questa istituzione educativa, la cui costruzione terminò nel 1907 grazie alle donazioni che egli aveva stabilito nel suo testamento (7 luglio 1900), aveva originariamente lo scopo di preparare e avviare al lavoro giovani appartenenti alle famiglie meno abbienti, fornendo loro una adeguata preparazione tecnica nei campi della filatura, dell’elettrotecnica e del calzaturiero.Stefano Parente(da Viglevanum 13 – 2003)

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