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  FERRARI Bernardino  
 

FERRARI Bernardino (o Bernardo)
Pittore nato a Vigevano sul finire del Quattrocento (presumibilmente intorno al 1495)  da Giovanni Antonio, macellaio con bottega in contrada Predalate. Sposò una concittadina, Caterina, appartenente a una famiglia benestante. Acquisì i primi rudimenti della pittura nella nostra città sotto la guida del pittore Domenico de’ Previde che, in anni precedenti il 1515, lavorava per conto del Marchese Trivulzio. In questi anni conobbe Gaudenzio Ferrari, eccellente pittore originario di Varallo che si trovava a Vigevano per alcuni lavori. Di Gaudenzio divenne discepolo e seguì il maestro, dapprima a Varallo, dove collaborò a dipinti nella chiesa della Madonna di Loreto e poi a Milano, dopo essere rientrato a Vigevano in cui eseguì alcuni lavori. Nel periodo milanese affinò la sua arte, gli sono attribuite tavole in Santa Maria della Pace e in Santa Maria della Passione, probabilmente effettuate su chiamata del “maestro”. Più tardi, 1533 e 34 fu di nuovo a Vigevano e, sempre sotto la direzione di Gaudenzio dipinge per la Cattedrale, per i monaci di San Francesco, per la chiesa di S. Dionigi e per privati. E’ questo il periodo migliore della sua attività. Segnaliamo alcune delle opere presenti in Vigevano: Madonna con bambino tra S. Rocco e S. Sebastiano (originariamente nella chiesa di S. Francesco e poi venduta nell’Ottocento), le sei tavole della Passione di N. S. Gesù Cristo presenti in Duomo (Gesù nell’orto, la Cattura, la Flagellazione, Gesù incontra le pie donne, la Crocifissione e la Resurrezione), l’affresco rappresentante la Madonna in trono che si trova nella sala consiliare del Palazzo del Comune (ora Cassa di Risparmio), la Pala Morselli ed il Polittico Biffignandi, anch’esse nel nostro Duomo. Per lui s’ipotizza anche un probabile soggiorno a Roma, dove potrebbe aver lavorato con Raffaello negli affreschi della Stanza della Segnatura, meritandosi, da parte del “divino”, la definizione di “aiuto” più che di “scolaro”. Bernardino ha, nella sua tecnica realizzativa, una grande finezza della pennellata e una grande abilità nell’uso dei colori sgargianti e luminosi; opera con pennello sottilissimo, creando il chiaro-scuro mediante l’accostamento di colori diversi. Non c’è un vero e proprio disegno preparatorio, bensì una fitta pioggia di pennellate che creano la plastica, egli è pittore lento, raffinato e indipendente dal punto di vista stilistico pur dovendo molto a quello che può essere considerato come vero maestro, Gaudenzio Ferrari. Bernardino morì di peste nel 1524.

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