La SocietÓ Storica Vigevanese | Biografie | VILLA Cesare

 
  VILLA Cesare 
 

VILLA Cesare
Scultore nato a Vigevano il 10 ottobre 1878 da famiglia di modeste condizioni sostenuta dal padre di professione pescatore. Cesare è il fratello minore di Ferdinando, pittore. Appassionato al disegno sin dalle scuole elementari iniziò a lavorare come aiuto di un imbianchino amico di famiglia. Maturando in età s’iscrive ai corsi di Disegno e decorazione della Fondazione Roncalli, dove ha, come maestro  G. B. Garberini. Quest’ultimo colpito dal talento del giovane allievo decide di iscriverlo, a sue spese, all’Accademia di Brera; in questo periodo ottiene risultati brillanti e la  prima opera Taide viene particolarmente apprezzata. Nel 1900 vince il Premio di Scultura dell’ Accademia di Brera e ciò gli permette di recarsi a Parigi dove osserva l’evoluzione conseguita dagli artisti nel corso del XIX secolo. Questa scoperta lo induce a riflessioni negative nei riguardi della cultura allora in vigore nella provincia Lomellina. I numerosi altri viaggi compiuti per visitare i musei, ancora Parigi, poi Bruxelles, Monaco, Roma, Firenze e Venezia aumentano il suo tormento in quanto, sollecitato dall’evoluzione dell’espressione artistica, è però costretto dai committenti a mantenersi nella tradizione. Il suo interesse spazia anche nella filosofia, letteratura, musica e ciò lo induce ad essere  tra i sostenitori della rivista Viglevanum con, tra gli altri, Guido Ambrosini e Giovanni Vidari che figurano anche suoi consiglieri e dei quali è assiduo collaboratore. In questo periodo esegue per conto di committenti pubblici parecchi Bassorilievi e Monumenti ai Caduti che si possono ammirare a Mortara, Sannazzaro de’ Burgondi, Gravellona Lomellina, Ottobiano, Tromello, Borgo San Siro e Abbiategrasso. Numerosi sono pure i monumenti funerari, degni di particolare attenzione quelli delle Famiglie Castoldi, Bertolini, Albertazzi. Il bronzeo Inno alla vita, ornamento della tomba della famiglia Villa, gli costa una decina d’anni di studio, prova e rifacimenti, lo realizza tra il 1920 e il 22 in doppia fusione. Quella visibile nel nostro cimitero urbano è la seconda tiratura ed è considerata come il più impegnativo lavoro dello scultore non solo per la capacità esecutiva, ma anche per le notevoli dimensioni dell’opera (80 X 218 X 54). La sua produzione comprende anche una nutrita serie di busti dedicati a personaggi famosi, due dei quali, quello a Eleonora Duse e ad Antonio Cagnoni sono stati collocati nell’atrio del Teatro Civico Cagnoni. Muore, ancor giovane, all’età di 48 anni in Vigevano il 16 aprile 1926.

 



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