La SocietÓ Storica Vigevanese | Biografie | VANDONE Luigi

 
  VANDONE Luigi  
 

VANDONE Luigi
Tra i vigevanesi degni del nostro ricordo figura anche Luigi Vandone al quale si deve la Fondazione che porta il suo nome e che è stata tanto benefica per la nostra città. Giunta a Vigevano nel 1611 con Giovanni Antonio da Oleggio, nel 1700 erano tra i primi industriali della seta presenti in città. Il 28 settembre 1833 Carlo Alberto nomina Giambattista Vandone, Conte della Guastalla e contemporaneamente al fratello Liborio viene conferito il titolo di Conte della Castellana. Giambattista Vandone, vedovo di Donna Beatrice Viscontini, non ha discendenti diretti, mentre il Liborio, che aveva impalmato la baronessa Teresa Fusi, ha un solo figlio, Luigi appunto, nato a Vigevano il 15 ottobre 1812. Luigi, dopo aver vissuto con lo zio paterno Giambattista in Via Predalate (oggi Corso Vittorio Emanuele II) nel palazzo conosciuto col nome di Vandone o Testanera (attuale sede dell’Associazione Commercianti), si trova solo ed erede di una cospicua sostanza per effetto della successione anche dei beni dello zio. Il giovane conte era amante delle arti e della cultura e fondò un circolo di lettura e di musica, dove riuniva i più virtuosi artisti cittadini. Era pio e caritatevole tanto che a lui si rivolgevano i bisognosi certi di trovare soccorso, ma era anche esile di struttura fisica e debole di salute. Il 12 agosto 1842 redasse il proprio testamento nel quale, oltre a numerosi lasciti ai poveri e alle ragazze bisognose, dispose che dal proprio patrimonio fossero prelevate centomila lire nuove di Piemonte da collocarsi a sicuro e fruttifero impiego e con i redditi annuali prodotti fossero istituite undici piazze gratuite presso il venerando Collegio dei Gesuiti di Torino e iscritti all’Università di Torino altrettanti giovani (due alla facoltà di legge, due a Teologia, due a Belle Lettere, due a Medicina e Chirurgia, due a Filosofia ed uno a Matematica. Era prevista la precedenza per vigevanesi o figli di vigevanesi.  Dei dettami previsti dalla Fondazione Vandone beneficiarono anche Giuseppe Ottone e Alessandro Colombo, noti studiosi vigevanesi.  Quando il Collegio dei Gesuiti, divenuto Carlo Alberto, viene ridotto a collegio privato a pagamento, la Fondazione Vandone, con l’ultimo statuto approvato con R.D. il 30 ottobre 1940, destina il reddito del capitale patrimoniale ad essere impiegato in borse di studio. Dopo la morte del Conte Luigi Vandone, avvenuta a Vigevano nel 1853, si aprì una disputa con lontani eredi e il Governo di Sardegna in quanto garante delle disposizioni testamentarie, che fu risolta solo nel 1853 grazie all’intervento diretto del Ministro della Pubblica Istruzione, Giovanni Lanza.

 



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