La SocietÓ Storica Vigevanese | Biografie | TRIVULZIO Gian Giacomo

 
  TRIVULZIO Gian Giacomo  
 

TRIVULZIO Gian Giacomo
Il comandante Giangiacomo Trivulzio detto il Magno, figlio di Antonio nacque a Milano nel 1441 da una nobile famiglia milanese che lo avviò alla carriera delle armi. Galeazzo Maria Sforza lo inviò in aiuto di Luigi XI nel 1465 e divenne poi uno dei principali comandanti della casata sforzesca. Ludovico il Moro lo allontanò da Milano e gli preferì, nel comando supremo, il genero Galeazzo Sanseverino cui aveva dato in moglie la figlia naturale Bianca. Lasciò allora gli Sforza e si pose al servizio dei Medici, dei marchesi di Monferrato e degli Aragonesi di Napoli. Quando Carlo VIII giunse alle porte di Napoli (1494) il Trivulzio si schierò dalla parte dei Francesi capeggiandone le truppe in numerose battaglie. Nel 1499 fu nominato Maresciallo di Francia e Marchese di Vigevano, prese Alessandria e, sotto Luigi XII, conquistò il Ducato di Milano degli Sforza e ne divenne Governatore in nome del sovrano francese. Quando Ludovico il Moro rientrò in Italia dalla sede imperiale dove si era rifugiato perché chiamato dai milanesi, lo sconfisse nuovamente (1500) e lo catturò a Novara, dopo aver corrotto i mercenari svizzeri al soldo del Moro. Nel 1504 entrò in Genova al seguito di Luigi XII e, nel 1509, a capo delle truppe francesi della lega di Cambrai, sconfisse ad Agnadello i veneziani. Sotto il suo dominio Vigevano crebbe molto per ricchezza, grazie alla protezione da lui accordata alle manifatture della lana. Istituì, anche, la scuola per la fabbrica degli arazzi sotto la guida dei maestri fiamminghi Benedetto da Maiano e il Bramantino che disegnò i celebri arazzi detti “i panni dei mesi” perché rappresentano ognuno un mese dell’anno e che sono considerati tra le migliori realizzazioni italiane del genere. Nel 1513 fu sconfitto nella battaglia di Novara e, oggetto d’intrighi di corte, iniziò a perdere il favore del re. La sua ultima impresa militare coincise con la splendida vittoria di Marignano, ma il Lautrec, approfittando di una sua “impasse” presso Brescia continuò negli intrighi di corte contro di lui. Il Trivulzio si portò risolutamente a Parigi per discolparsi anche di un’accusa di ribellione, ma, accolto freddamente da Francesco I preferì ritirarsi ad Arpajon, Chartres dove si spense nel 1518.

 



[ Indietro ]