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  SFORZA Francesco II  
 

SFORZA Francesco II
Nacque nel 1495, secondogenito di Ludovico il Moro. Dopo la sconfitta del padre fu esule in Germania durante l’occupazione francese del Ducato di Milano. Nel 1521 tornò in possesso del ducato per opera della lega stretta dall’imperatore Carlo V e Papa Leone X che scacciò i Francesi. Nel 1525 fu privato del dominio da parte dello stesso Carlo V che rioccupò direttamente il Ducato di Milano, a causa di una denuncia di tradimento operata dal Marchese di Pescara. Nel 1529, rientrato nelle grazie dello stesso imperatore e per l’intercessione di Papa Clemente VII, Francesco II Sforza fu rimesso alla guida dei possedimenti della sua famiglia. Insediatosi a Milano, continuò la predilezione paterna per la residenza vigevanese e operò per fare di Vigevano quella città dinastica che suo padre, Ludovico il Moro, aveva vagheggiato. Il 16 marzo 1530 Papa Clemente VII, che aveva precedentemente incontrato, emanava da Bologna la bolla “Pro excellenti praeminentia Sedis Apostolicae” con la quale istituiva la Diocesi ed elevava il borgo di Vigevano al rango di città. Nel 1533 Francesco II ospitava, per parecchi giorni, nella nostra città, l’imperatore Carlo V accogliendolo con tutti gli onori e solennizzando l’avvenimento con settimane di feste e di giochi che allietarono l’imperatore al punto di fargli dire, all’atto della sua partenza, di non aver mai visto un luogo così bello e che, lo avrebbe anteposto anche alla sua reggia, se non fosse costretto, per gli impegni del suo ruolo, a recarsi altrove. L’anno successivo Vigevano vide un altro grande avvenimento, la venuta in città di Cristina di Danimarca, nipote di Carlo V, per andare sposa a Francesco II. Per dare maggior dignità alla città che tanto amava, l’ultimo duca di Milano pose mano a parecchi interventi. Abbellì il Castello e iniziò i lavori per la costruzione della nuova cattedrale di S. Ambrogio che dotò di ricchi arredi ed oggetti sacri tra cui enumeriamo il Calice d’oro ed il Pastorale d’Argento per il primo vescovo di Vigevano. Mons. Galeazzo Pietra, il prezioso lavoro attribuito a Benvenuto Cellini (???!!!) e noto come la “Pace”, la Croce astile d’argento dorato, contenente la reliquia della Croce, due Fruttiere in rame argentato e altri pezzi d’argenteria. Preziosissima, anche, la collezione dei codici miniati, tra cui il cosiddetto “Messale del Duca”, tutte opere di squisita esecuzione con decorazioni di schietta impronta rinascimentale recanti le insegne della famiglia sforzesca. Il 24 ottobre 1535, dopo una lunga e dolorosa malattia, Francesco II moriva. Il Duomo rimase incompleto e fu terminato molti anni dopo. Il sogno di Vigevano città dinastica sforzesca rimase tale non avendo, oltretutto, il duca, lasciato eredi sicché tutto ritornò sotto il dominio degli Asburgo di Spagna.

 



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