La SocietÓ Storica Vigevanese | Biografie | SEREGNI Cesare

 
  SEREGNI Cesare  
 

SEREGNI Cesare
Nacque ad Abbiategrasso il 28 ottobre 1857 e dal padre apprende la carità, l’altruismo e il patriottismo che mostrerà di aver bene appreso nel corso della sua vita. Trasferitosi a Vigevano, giovanissimo e senza mezzi si adatta a vari lavori sinché nel 1870, segue le truppe dirette alla conquista di Roma, si reca nella futura capitale per prendersi cura dei feriti durante gli scontri con le truppe pontificie. Nel 1884 risponde tra i primi all’appello del deputato Felice Cavallotti per portare soccorso e cure agli abitanti di Napoli, colpiti dal colera. Segue le truppe italiane in Eritrea nel 1896 per portare sostegno e distribuire ai combattenti indumenti e altri generi. Fonda la Banda Musicale Umberto I di cui rimane amministratore dal 1903 al 1906. Dal 1902 è socio onorario del Sottocomitato cittadino della Croce Rossa. Anche professionalmente ottiene buoni risultati (dal 1884 gestisce una bottega di decoratore) e più tardi svolge il lavoro, a lui più congeniale, di elettricista. Nel frattempo (1885) si sposa con Rosa Bellazzi dalla quale ebbe quattro figlie: Maria, Ida, Emilia e Itala. Nel 1908, appena ricevuta la notizia del terremoto a Reggio Calabria e Messina, parte per le città disastrate affiancando i soccorritori giunti da tutta l’Italia. Nel 1912, ottenuta l’autorizzazione dal Ministero della Difesa parte per la Libia ed a Sidi Mesri, sede di un cimitero di caduti, depone una corona di bronzo a nome di Vigevano, approfittando del viaggio gira tra i vari reparti portando ai soldati vigevanesi, impegnati su quel fronte, i saluti dei familiari. Nel 1915 riceve la Croce di Cavaliere della Corona d’Italia per i suoi meriti e al termine della guerra africana l’Autorità militare, per l’opera meritoria da lui compiuta col trasporto dei feriti, lo ringrazia con l’assegnazione dell’onorificenza di Cavaliere dell’ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. Nel 1930 assiste alla fusione tra la Croce Verde, da lui fondata, con la Croce Rossa Italiana. Era un uomo semplice che aveva lavorato duramente e realizzato una piccola fortuna, tutta spesa nella sua attività di soccorritore. Negli anni della I Guerra mondiale era presente in stazione a ogni arrivo di treni militari per soccorrere i feriti e trasportare con la sua barella i più bisognosi all’ospedale e negli altri luoghi di soccorso. Ricoprì anche la carica di Presidente della Società di Mutuo Soccorso e fu eletto nel Consiglio Comunale. Tutto avendo dato in opere di bontà, finì i suoi giorni molto povero, tanto che, quando si ammalò, tutte le spese della degenza furono assunte dall’Ente, non avendo potuto la famiglia sopperire alle stesse. Muore il giorno 11 agosto 1938.

 



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