La SocietÓ Storica Vigevanese | Biografie | GHISLERI Antonio Michele - SAN PIO V papa

 
  GHISLERI Antonio Michele - SAN PIO V papa 
 

SAN PIO V papa
Antonio Michele Ghisleri nacque a Bosco Marengo (AL) nel 1504. Entrò nell’ordine domenicano nel 1528 e fu a Vigevano nel Convento domenicano di S. Pietro Martire sia come novizio sia come priore, assumendo il nome di fra Michele. Insegnò teologia a Genova e a Pavia divenendo anche inquisitore per la Lombardia e poi commissario generale per l’Inquisizione romana nel 1551. Papa Pio IV lo fece Vescovo di Sutri e Nepi nel 1556. Assunse la porpora cardinalizia nel 1557 e fu eletto papa nel 1566, prese il nome di Pio V. La sua opera fu rivolta all’attuazione dei decreti del Concilio di Trento, combattendo la simonia, il nepotismo ed esercitando un rigido controllo sulla condotta dei vescovi e dei cardinali. Rafforzò l’inquisizione romana e intraprese un’energica campagna contro l’eresia, nel corso della quale furono giustiziati Pietro Carnesecchi e Aonio Paleario. Creò la congregazione dell’Indice (1571) e fondò seminari ed ordini religiosi. Intransigente contro i protestanti, scomunicò la regina Elisabetta I d’Inghilterra (1570) nel tentativo di elevare al trono la cattolica Maria Stuarda. Inviò inoltre milizie proprie a combattere contro gli ugonotti in Francia e approvò la repressione del Duca d’Alba nei Paesi Bassi. Fece pubblicare il Catechismo e il Breviario romano. Con grande energia, difese i diritti giurisdizionali della Chiesa contro le intromissioni di Filippo II. Per sventare la minaccia turca si fece promotore della Lega Santa che il 7 ottobre 1571 riportò la grande vittoria navale di Lepanto. Grazie a quella vittoria i turchi furono cacciati definitivamente dal Mediterraneo occidentale. Per celebrare la vittoria propose nel 1572 una festa che prese poi il nome di festa del S. Rosario, di cui aveva patrocinato la devozione. Morì il I maggio 1572 e fu canonizzato da Clemente XI nel 1712. Il suo ricordo cade il 30 aprile.
Durante il suo soggiorno a Vigevano nel Convento di S. Pietro Martire, dice la tradizione, avvenne un fatto che potrebbe definirsi “una profezia veritiera”.  Nel corso di una passeggiata in campagna, presso l’abitato di Fogliano, fra Michele s’imbatté in un tupiatt (vignaiolo) che stava lavorando alle sue viti. Essendo fra Michele originario di una regione di radicate tradizioni vitivinicole, offrì al contadino qualche suggerimento sul modo migliore di legare i tralci, e concluse con le parole: “temo che legata in tal modo, questa vigna farà l’uva solamente il giorno in cui io diventerò papa”. Il villano, piccato dalla critica, rispose: “Bè, agh sicur, mé padar, che prèst lù al faròn Pàpa, e che me, innura, am tucarà ‘gni a Ruma a purtagh al vin dra mé vigna” (per i non vigevanesi traduciamo: Beh, le assicuro, padre mio, che presto lei sarà fatto papa, e a me toccherà venire a Roma a portarle il vino della mia vigna).  Mai profezia si mostrò più veritiera: fra Michele divenne papa e, naturalmente il tupiatt vigevanese tenne fede alla parola data e compì il lungo viaggio sino a Roma per portare al neo eletto pontefice il frutto delle sue fatiche.  Si narra (continua la tradizione) che il papa, toccato dalla correttezza del contadino, lo ricevette con simpatia, promettendo azioni in favore del capoluogo lomellino. Anche Pio V mantenne le promesse, istituendo una borsa di studio per due studenti vigevanesi poveri affinché potessero frequentare il collegio di Pavia da lui fondato e che porta tuttora il suo nome.

 



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