La SocietÓ Storica Vigevanese | Biografie | ROSSI CASE? Luigi

 
  ROSSI CASE? Luigi  
 

ROSSI CASE’ Luigi
Nato a Vigevano il 19 gennaio 1859 frequentò il Regio Ginnasio della nostra città, passò poi allo studio di Filologia e Lettere presso l’Accademia Scientifico Letteraria di Milano ed infine a Bologna, per due anni, dove poté specializzarsi sotto la guida di Giosuè Carducci in filologia. Negli anni 1881 e 82 svolse il servizio militare, conseguendo il grado di caporale e divenendo telegrafista. In seguito insegnò prima a Mazara del Vallo, in Sicilia, poi a Imola, Potenza e L’Aquila. In questi anni iniziò un lavoro di studio e di pubblicazione; a Imola poté studiare Benvenuto da Imola e dare quindi alle stampe un volumetto riguardante un suo Commentari di Dante (1886/87). In seguito sfornò altre opere, Missione sociale del Professore d’Italiano nei Licei e un volume di versi Bassa Lomellina, che fu una fedele fotografia dell’operosità del popolo lomellino. L’anno 1896 è importante, é trasferito a Vigevano dove assume la cattedra d’italiano nel Regio Liceo, insegna pure alla scuola femminile annessa all’istituto e, nell’anno scolastico 1897/98 anche presso l’Istituto Roncalli.  Nel 1902 e nel 1904 viene eletto membro delle commissioni di sorveglianza per le scuole elementari comunali, nello stesso anno ed in quello successivo (1905), viene nominato anche Presidente della Congregazione di Carità e poi consigliere comunale. Nel 1906 diventa ordinario della cattedra d’Italiano al Liceo di Vigevano e dal 1911 al 1919 ne diventa capo d’istituto. Oltre allo studio, alla professione e alle opere caritatevoli, nel 1911 é promotore di un esperimento culturale di particolare rilevanza, fonda e dirige per i due anni in cui sopravvive, l’Università Popolare, fatto di un certo peso per una cittadina come Vigevano. Raggiunto il periodo di pensionamento, passa gli ultimi anni della sua vita dedicandosi alla sua vigna in regione Battù, alla passione per l’apicoltura e soprattutto alla letteratura. Muore il 3 gennaio 1925, largamente rimpianto dalla popolazione che aveva apprezzato la sua opera.

 



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