La SocietÓ Storica Vigevanese | Biografie | RONCALLI Vincenzo

 
  RONCALLI Vincenzo 
 

RONCALLI Vincenzo
Vincenzo Maria Zaccaria Roncalli nasceva a Vigevano il 5 novembre 1792 da Giuseppe e da Anna Maria Longhi. All’età di trentatre anni il padre Giuseppe, anziano e malato lo spronava affinché prendesse moglie. Il giovane Roncalli, emancipato dal padre sin dal 28 ottobre 1811 era ormai un uomo d’affari nei quali si destreggiava con grande abilità. Venuto in contatto con i fratelli Grassi di Milano che gestivano un negozio di lane e cotone assai noto, conobbe la loro sorella Sofia, colta, bella e con grandissima sensibilità d’animo. Essendo i futuri sposi appartenenti a due diversi stati (l’uno al Sabaudo e l’altra al Lombardo - Veneto austriaco), occorreva l’autorizzazione dei Tribunali dei due stati. Nel frattempo fu steso (12 gennaio 1826) il contratto di matrimonio, un vero atto giuridico diviso in dieci paragrafi che disciplinava ogni possibile situazione presente o futura che potesse verificarsi all’interno della coppia e dei loro rapporti sentimentali e patrimoniali. Ebbe sei figli, Anna Maria, Giuseppe Maria, Michele Ambrogio, Luigi Francesco, Anna Maria Angiola e Giuseppe Francesco. I primi cinque non raggiunsero, purtroppo i due anni di vita, mentre Giuseppe Francesco su cui il genitore aveva posto tutte le sue speranze e attenzioni, specialmente dopo la morte della moglie Sofia, era un giovanetto gracile e studioso, nato il 25 marzo 1831, che amava l’arte in generale e la musica e la pittura in particolare, fu affidato ad un precettore, il professore Sola, di chiarissima fama. Anche Giuseppe Francesco non sopravvisse al padre.  Vincenzo Roncalli morì a Vigevano il 17 dicembre 1872. Nella mattinata le campane delle chiese di S. Pietro Martire, di S. Maria del Popolo, di Sant’Ambrogio e di S. Dionigi suonarono i brevi rintocchi funebri che si diffusero in tutta la città. Il Senatore del Regno, l’Ufficiale dell’Ordine Mauriziano aveva lasciato la vita terrena. Il giorno 18 dicembre, terminati i solenni funerali con la partecipazione di tutta la cittadinanza e d’importanti autorità, con Atto e Rogito del notaio Dondena, fu aperto il testamento olografo. La lettura delle sue volontà lasciò sbalordite molte persone a cominciare da quei nipoti (figli delle sorelle di Vincenzo) che tanto avevano sperato di entrare in possesso di quel favoloso patrimonio che era stato invece lasciato in eredità all’erigendo Istituto di Arti e Mestieri sotto il patrocinio del Comune della città di Vigevano. Quando ebbero fine le vicende giudiziarie legate al possesso dell’eredità Roncalli (i nipoti avevano, infatti, contestato davanti all’Autorità Giudiziaria le disposizioni del defunto zio) il Comune poté tirare un “sospiro di sollievo” e porre inizio alla realizzazione di quanto invocato dal defunto senatore. L’Istituto iniziò la sua opera educatrice nel 1876 come istituto professionale a indirizzo tessile con annessi due convitti, uno maschile e uno femminile. Fu poi aggiunta una scuola domenicale di taglio e cucito, la scuola serale di disegno e quella diurna per meccanici che venne poi allargata ad apprendisti falegnami, calzaturieri, tubisti ed elettricisti. La scuola ha formato generazioni di giovanivigevanesi alle arti, all’artigianato, alla tecnica meccanica. La fondazione esiste tuttora.

 



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