La SocietÓ Storica Vigevanese | Biografie | PIANZOLA Francesco padre

 
  PIANZOLA  Francesco padre 
 

PIANZOLA  Francesco padre  
Nacque a Sartirana il 5 ottobre 1881 da Luigi, titolare di una piccola officina meccanica, e da Teresina lavorante stagionale in campagna. All’età di nove anni riuniva nella propria abitazione i coetanei che, abitando nelle cascine, non potevano tornare a casa per il pranzo. Dopo un rapido spuntino riusciva a far trascorrere serenamente ai compagni il tempo libero che li separava dalla ripresa pomeridiana delle lezioni. Nell’ottobre del 1893 entrò in Seminario a Vigevano per seguire gli studi di preparazione al sacerdozio, studi che, dal 1899 al 1903, dovettero proseguire a Sartirana sotto la guida del suo prevosto non potendo, a causa di un’infezione polmonare, continuare la vita comunitaria in Seminario. Durante questo periodo oltre allo studio mostrò il suo interesse per l’educazione dei ragazzi costituendo l’Oratorio maschile di Sant’Antonio incoraggiato in ciò dalla presenza in paese di don Orione. Rientrato in Seminario nel 1903 propose ai compagni di far propria la capacità comunicativa di Don Belasio (sacerdote sartiranese legato da grande amicizia con don Bosco) ed i metodi dello stesso don Bosco e del Cottolengo secondo quelle direttive pastorali che anche il vescovo Mons. Berruti andava proponendo ai sacerdoti della Diocesi. Nel 1907, alla vigilia della sua ordinazione, espose al vescovo la sua idea circa una congregazione di sacerdoti diocesani disponibili per la predicazione al popolo e per le attività degli oratori. Il 16 marzo 1907 fu ordinato, otto giorni dopo Mons. Berruti lo inviava quale rettore al Santuario dell’Immacolata per reggere sia la chiesa sia le opere annesse. Si occupò anche della stampa dirigendo il mensile La voce dell’Immacolata e il bimestrale l’Oratorio. Coinvolse altri sacerdoti e avute alcune risposte positive, nell’ottobre del 1908 manifestò il proposito di dar vita ad una Congregazione, con il nome di Oblati di Maria SS. Immacolata, che si dedicasse al ministero delle missioni in Diocesi. L’8 dicembre successivo Mons. Berruti erigeva canonicamente la Congregazione, di cui facevano parte i primi due sacerdoti aderenti, don Michele Gerosa e don Carlo Ferrandi, con una solenne liturgia celebrata nel santuario dell’Immacolata. Nei primi 10 anni di vita vi furono altre adesioni di sacerdoti e la Congregazione realizzò notevoli iniziative (oltre a predicare in esercizi spirituali e missioni al popolo): il Convitto per le operaie, gli Oratori festivi, i Circoli giovanili, la buona stampa, le Pie Unioni (tra cui quella notevole delle Figlie di Maria Ausiliatrice). Durante la I Guerra mondiale Padre Pianzola rimase solo (gli altri sacerdoti erano stati chiamati sotto le armi) ma riuscì ad attenuare molte situazioni di disagio: l’Oratorio fornì, con i suoi locali, asilo per 300 figli di soldati della città e altri 149 di famiglia povera, organizzò il volontariato civile per i feriti, il Segretariato per le famiglie dei soldati, il Comitato per i mutilati, per i profughi ed altre associazioni di soccorso. Nel dopoguerra, l’8 maggio 1919 fondò, con il consenso del Vescovo, la Congregazione delle Suore Missionarie dell’Immacolata Regina Pacis con sede in Mortara, dove, in un vecchio caseggiato fu posta la prima sede. Il 27 ottobre dello stesso anno si recò a Roma per un congresso promosso dall’Unione Cattolica Italiana e il giorno 30 fu ricevuto in udienza dal papa Benedetto XV che benedisse la nuova Congregazione con la raccomandazione di non dare alle suore una vera divisa, ma di lasciar loro l’abito in uso alle donne della campagna lomellina; e così le Missionarie dell’Immacolata vestirono un semplice abito lungo nero con un grembiule pure nero con le spalline, abbottonato dietro, unico segno distintivo una Croce rossa sul petto. Queste suore, tuttora operanti, erano e sono affettuosamente chiamate in Lomellina le “Pianzoline”, originariamente  si occupavano delle lavoratrici stagionali delle risaie curando l’igiene, l’educazione e la corrispondenza con le famiglie lontane. Fedele al pensiero di Leone XIII (il papa della Rerum Novarum), padre Pianzola raccomandò costantemente alle sue suore di ”…essere volontariamente povere, di non accettare inviti a mensa dai padroni (proprietari di cascine in cui operavano le mondariso), di andare a cercare i più lontani, nelle fabbriche, nei campi, nei cortili, nelle periferie per ripetere, con semplicità ed amore, la Parola che salva e collaborando sempre con i sacerdoti…” Morì a Mortara il 4 giugno 1943. I funerali si svolsero nella Basilica di S. Lorenzo e il 5 marzo 1944 la sua salma fu traslata dal cimitero urbano alla cappella della Casa madre delle Suore Missionarie in Mortara. La nostra gente venerò da subito padre Pianzola (la sua memoria ricorre il 4 giugno) e a seguito di fatti miracolosi avvenuti per sua intercessione, fu proclamato prima “Servo di Dio”, quindi “Venerabile” e fu avviato il processo di beatificazione. E’ di questi giorni (15 marzo 2008) la notizia che, con la firma apposta da papa Benedetto XVI il procedimento di beatificazione è giunto alla sua conclusione e, tra poco, potremo assistere alla sua beatificazione.

 



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